Dati
Da dove arrivano i prezzi che BlissPoint usa, che limiti hanno, su quale periodo si stima e quale tasso entra nello Sharpe.
Da dove arrivano i prezzi
I prezzi storici usati da BlissPoint provengono da Yahoo Finance e vengono recuperati con la libreria open source yfinance. Sono prezzi di chiusura rettificati per dividendi e frazionamenti: senza questa rettifica lo stacco di un dividendo apparirebbe come una perdita e falserebbe i calcoli. BlissPoint non è proprietario di questi dati e non ha con Yahoo Finance alcun rapporto commerciale o accordo di licenza.
Cosa questo comporta
Disponibilità, accuratezza, completezza e aggiornamento dei dati dipendono interamente dalla fonte. Un titolo può non essere reperibile, avere uno storico più corto del previsto o contenere valori mancanti; in quei casi BlissPoint lo segnala e, se necessario, lo esclude dal calcolo. Il servizio può inoltre diventare temporaneamente irraggiungibile: quando succede, l'analisi non parte e viene mostrato un errore, senza risultati parziali.
Cosa ne facciamo
I prezzi vengono usati solo per elaborazioni statistiche: rendimenti giornalieri, volatilità, correlazioni e i pesi dei due portafogli. Le serie storiche restano in memoria per il tempo del calcolo e per una cache di breve durata che evita di richiedere gli stessi dati più volte di seguito; non vengono salvate nel database né rese scaricabili. BlissPoint non redistribuisce i prezzi di mercato e non li offre come prodotto: quello che vedi a schermo sono le percentuali calcolate sul tuo portafoglio, non i dati grezzi.
Quante richieste facciamo alla fonte
Il minimo necessario. Ogni analisi scarica una sola volta la serie dei titoli richiesti; il risultato resta in una cache in memoria per quindici minuti, così due persone che analizzano gli stessi titoli nello stesso quarto d'ora contano per una richiesta sola. La pagina di esempio è calcolata una volta ogni sei ore, non a ogni visita. Se lo scarico fallisce si riprova al massimo due volte, con un'attesa crescente, e poi ci si ferma. Ogni utente registrato può lanciare un numero limitato di analisi all'ora. Non esiste alcun processo che scarichi dati in sottofondo, né un archivio storico che cresce nel tempo.
Quale periodo viene usato, e i titoli quotati da poco
L'analisi usa il periodo in cui TUTTI i titoli scelti hanno un prezzo: è la finestra comune, e su quella si stimano rendimento atteso, volatilità e correlazioni. Le date non devono essere identiche una per una — Milano chiude il 26 dicembre e New York no — quindi una giornata entra nel calendario quando erano aperte le borse su cui il paniere è quotato. Quali giorni una borsa sia stata aperta lo dice il calendario UFFICIALE di quella borsa, non i titoli che hai scelto: è l'unico modo perché la risposta non cambi quando cambia il paniere. Aggiungere un titolo su una piazza già presente non sposta di un decimale i numeri degli altri, nemmeno se quel titolo ha saltato delle sedute. I pochi prezzi mancanti si riportano dall'ultima quotazione nota entro pochi giorni. Un titolo quotato da poco accorcia però la finestra per tutti gli altri, e questo ha un costo che la pagina dichiara invece di nasconderlo: la scheda «Dati e metodologia» mostra la completezza, cioè quanta parte dello storico disponibile è entrata davvero nelle stime, e quando è bassa vuol dire che c'è dentro un titolo giovane. Se la finestra comune scende sotto il minimo per stimare qualunque cosa, il titolo che la accorcia di più viene messo da parte e la pagina scrive quale e perché: nessun titolo sparisce in silenzio. C'è stata per un giorno una versione che stimava su una tabella a scaletta, con ogni titolo che portava tutta la sua storia; era corretta in teoria ma è stata ritirata insieme ad altre tre modifiche che, sommate, avevano reso irriconoscibili la frontiera e i portafogli. Meglio un metodo semplice di cui si vedono i limiti che uno sofisticato che sposta i risultati senza che si capisca perché. I numeri annui si ottengono moltiplicando la media giornaliera per 252 e la deviazione standard per la radice di 252: è la convenzione con cui si annualizza in tutta la teoria di Markowitz, ed è sempre la stessa qualunque sia il paniere, così due analisi si possono confrontare. Il VaR è l'unico numero che ha bisogno di giorni in cui i titoli c'erano davvero tutti insieme, perché è un percentile di rendimenti di portafoglio osservati.
Quale tasso privo di rischio entra nello Sharpe
Lo Sharpe è il rendimento che eccede il tasso privo di rischio diviso per la volatilità, quindi quel tasso non è un dettaglio: è metà del numeratore. BlissPoint usa il tasso overnight ufficiale della valuta — €STR pubblicato dalla Banca Centrale Europea per l'euro, SOFR pubblicato dalla Federal Reserve di New York per il dollaro — scaricato all'occorrenza e tenuto in memoria per qualche ora. I due tassi sono pubblicati in convenzione ACT/360 e vengono riportati su anno civile moltiplicandoli per 365/360 prima di entrare nello Sharpe: senza quel passaggio il tasso sarebbe sottostimato dell'1,4%. Il valore usato, la fonte e il giorno di riferimento sono scritti accanto allo Sharpe di ogni portafoglio: chi confronta due numeri deve poter vedere se sono stati calcolati con lo stesso metro. Quando il paniere mescola valute diverse, i rendimenti sono già misurati in un'unità composita — la somma pesata di variazioni di prezzo espresse in valute diverse — e il corrispettivo privo di rischio di quell'unità è la media dei tassi delle stesse valute. I pesi giusti sarebbero quelli del portafoglio, che però si conoscono solo dopo aver ottimizzato mentre l'ottimizzazione ha bisogno del tasso: si usano allora le quote dell'universo analizzato, cioè quanti titoli per valuta. È un'approssimazione, ed è dichiarata qui perché resti visibile. Le valute per cui non è configurata una fonte primaria vengono ripesate su quelle coperte: assumere che il loro tasso sia zero sarebbe un'affermazione più forte e quasi sempre falsa. Se nessuna fonte risponde e non c'è niente in memoria, il tasso vale zero e lo Sharpe torna a essere semplicemente rendimento diviso oscillazione — e la pagina lo dice invece di tacerlo.
Cosa i risultati non sono
Tutti i numeri che BlissPoint mostra sono calcolati su dati storici e descrivono come si sono comportati quei titoli nel periodo analizzato. Non sono una previsione, non sono una garanzia di rendimento futuro e non tengono conto di costi, commissioni, imposte o della tua situazione personale. Il comportamento passato di un titolo può non ripetersi, e ogni investimento comporta il rischio di perdere capitale.
Le formule con cui questi dati diventano numeri stanno nella nota tecnica. Metodologia.
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